E-Motion: la ricerca PDF Stampa E-mail

 

 

Al training è stata abbinata una ricerca con lo scopo di valutare:

- la presenza nella vita dei partecipanti di esperienze di elevato benessere psico-fisico;

- la felicità come costruzione di significati e sviluppo di progettualità nei diversi ambiti della vita (lavoro, relazioni, tempo libero, crescita personale, spiritualità, attenzione alla comunità e società);

- l’impatto del training psicofisico sulla promozione del benessere e sullo sviluppo delle risorse individuali e relazionali.

A tale scopo i partecipanti hanno compilato alcuni questionari che valutavano le esperienze di elevato benessere psicofisico e la percezione di felicità e significato nei diversi ambiti della vita quotidiana; la raccolta dei dati è stata effettuata sia all’inizio del training (T0) sia alla fine (T1). I medesimi questionari sono stati anche somministrati ad un gruppo di controllo di 22 giovani, comparabili per sesso, età ed occupazione al gruppo dei partecipanti al training.

Prima…
All’inizio del training i partecipanti avevano in generale una percezione del proprio benessere tendenzialmente inferiore al gruppo di controllo. Ciò indica che l’iniziativa promossa dall’Assessorato alla Salute ha richiamato l’attenzione di giovani effettivamente più esposti al rischio di malessere e disagio psicologico rispetto ai coetanei. A conferma di ciò i partecipanti – a differenza del gruppo di controllo -  avevano indicato come sfida predominante nella propria vita attuale la crescita personale ed il benessere psicologico (da notare che le richieste di partecipazione pervenute per la prima edizione di Corri che Ti Passa sono state più di 80, a cui vanno aggiunte le 60 della seconda edizione per un totale di 140). 
All’inizio del training sono state rilevate differenze significative tra i partecipanti ed il gruppo di controllo nella percezione di felicità nella vita in generale e nelle relazioni interpersonali in particolare. Inutile sottolineare quanto l’aspetto relazionale sia di fondamentale importanza per il benessere di tutti, ed in particolare dei giovani.

Dopo…
Al termine del training la percezione di felicità e significato nei diversi ambiti della vita si è in generale incrementata, seppure non in tutti i casi in misura statisticamente significativa. I cambiamenti favoriti dal training sono ancor più interessanti se si considera la breve durata del trattamento (6 mesi). “L’incisività del miglioramento psicofisico - dice la dottoressa Silvia Sarti, Psicoterapeuta Presidente dell’Associazione MenteCorpo – è probabilmente dovuta proprio all’integrazione di corpo e psiche: il lavoro di running, infatti, oltre alla capacità aerobica sviluppa consapevolezza ed accettazione corporea mentre la presa in carico psicologica delle risorse dei partecipanti incide sulla competenza emotiva e relazionale. La velocità dei cambiamenti rispetto ad altri programmi di presa in carico sembra invece direttamente riconducibile agli allenamenti che hanno favorito enormemente la coesione del gruppo rendendo possibile un training psico-relazionale approfondito anche in tempi brevi.”

Conclusioni.
In generale il training sembra aver aiutato i partecipanti a colmare il divario esistente inizialmente con il gruppo di controllo; in particolare è stato rilevato un miglioramento significativo nella felicità generale e relazionale, dimensioni nelle quali i partecipanti erano inizialmente carenti rispetto al gruppo di controllo.
Cambiamenti positivi significativi si sono rilevati anche nel livello di felicità percepito nella dimensione comunitaria e sociale, dove alla fine del training il risultato è stato addirittura superiore a quello riportato nel gruppo di controllo. Queste dimensioni della felicità riguardano la percezione di armonia tra l’individuo ed il suo contesto, inteso sia come rete sociale nella quale è inserito, sia come contesto comunitario di appartenenza. I partecipanti al termine del trattamento hanno modificato la percezione del proprio contesto sociale, fino a viverlo come un luogo vicino e amico, indicando la rete sociale come uno degli aspetti più significativi della loro vita. Anche il contesto sociale della città di Milano diventa quindi un luogo “a misura d’uomo” dove potersi esprimere e realizzare.
Al termine del training inoltre aumenta significativamente l’importanza che i partecipanti attribuiscono alla dimensione spirituale.
All’inizio del training, le attività sportive e quelle connesse all’autoconsapevolezza rappresentavano circa 1\3 delle situazioni associate dai partecipanti ad esperienze di intenso benessere psicofisico. Questo risultato si è incrementato fino al 55% nella rilevazione al termine del training, evidenziando l’impatto positivo del programma sull’acquisizione di uno stile di vita salutare, sia sul versante dell’attività fisica che della consapevolezza delle risorse individuali e relazionali.
In sintesi il training psicofisico ha mobilizzato le risorse dei partecipanti sia in termini di energie e capacità atletiche che di autoconsapevolezza e gestione delle emozioni. Il processo così innescato ha favorito l’innalzamento dei livelli di felicità, sia nella sfera personale che relazionale e sociale.