Attività fisica e cervello PDF Stampa E-mail

 

Un altro interessante studio ha dimostrato che lo sforzo aerobico al di sotto della soglia di fatica aumenta l’afflusso di sangue al cervello in modo consistente rispetto allo stato di riposo.

È stato registrato l’EEG di un gruppo di atleti prima dello sforzo e subito dopo e si è registrato un aumento di onde alfa del cervello, onde a bassa frequenza molto spesso associate ad uno stato alterato di coscienza. Questo fatto può spiegare gli effetti benefici su ansia e depressione dovuti all’attività fisica costante.

Il maggior afflusso di sangue negli emisferi cerebrali associato alla produzione di onde alfa durante lo sforzo ha inoltre suggerito ai ricercatori che l’esercizio fisico può favorire uno stato mentale di cambiamento psicologico; in questo stato mentale si ha una modulazione dei mediatori chimici del cervello che predispone la persona a trovare soluzioni creative. È come se, grazie ai benefici psicologici di un’attività fisica, un individuo avesse una predisposizione particolare ad uscire dai soliti schemi mentali che spesso sono l’ostacolo alla soluzione dei problemi. 

L’attività fisica aerobica è responsabile del miglioramento delle capacità mentali di concentrazione e focalizzazione sugli obiettivi. Inoltre diverse ricerche mettono in luce l'importanza dell'attività fisica per la gestione dell'ansia e dello stress e la  prevenzione di disturbi psicosomatici.

Serotonina, noradrenalina e dopamina aumentano la loro concentrazione ematica durante lo sforzo, con una conseguente riduzione dei sintomi dello stress. Un’attività fisica costante nel tempo in particolare permette di elevare i livelli basali di questi neurotrasmettitori al livello cerebrale; ciò rende l’attività fisica un rimedio scientificamente efficace per stare meglio fisicamente e psicologicamente.